Intervista a Pier Cortese
Scritto da Marzia, Maria Giovanna   
Lunedì 20 Settembre 2010 21:30
 
Siamo lieti di presentare l'intervista rilasciata per il nostro portale dal noto cantautore romano Pier Cortese, in occasione dell'uscita del suo ultimo lavoro "Nonostante tutto continuiamo a giocare a calcetto".
Vi invitiamo all'ascolto dell'album, facendo tutti un grosso in bocca al lupo a Pier, ringraziandolo per la disponibilità accordataci nel rilasciare questa intervista a cura di Maria Giovanna Tarullo.

Pier Cortese

Sin dall'infanzia hai respirato aria di musica, grazie alla presenza di un padre musicista e cantante.
Quando è arrivata la decisione di fare della musica un vero e proprio mestiere?

La musica e il suono nel bene e nel male è parte di ogni essere vivente.
Il mestiere di musicante credo lo decidano soprattutto gli altri per te. Se riesci a comunicare qualcosa ti viene restituito con un applauso o con un' emozione.

Il momento "live" rappresenta una parte fondamentale del tuo percorso artistico, dagli inizi come supporter del tour Consoli-Gazzè-Turci sino ai tuoi personali concerti nei maggiori club italiani.
Che rapporto hai con il tuo pubblico?
Preferisci esibirti davanti a grandi folle o nell'intimità di un locale con poche persone?

Il live è la parte più viva e reale di un musicista, quindi in ogni dove, o palco o atmosfera, quello è il momento di scambiare davvero qualcosa.
Io per attitudine mi sento più incline, sia come ascoltatore che come narratore, ai contesti più intimi perchè mi piace sentire l'energia a pochi passi.

Con riguardo alle esperienze particolari in merito a concerti ed esibizioni, nel 2007 sei stato protagonista, insieme con altri artsiti, del progetto "Salotto Live", esibendoti in abitazioni private davanti a pochi fortunati.
Cosa ti ha regalato questa esperienza?
Pensi di prestarti di nuovo a questo tipo di concerti?

Sì, "Salotto live" è esattamente il luogo perfetto e più naturale per "spogliarsi" serenamente.

Il panorama della musica italiana in questo momento sembra essere divenuto un ricettacolo di personaggi costruiti in pochi mesi all'interno di programmi televisivi.
Tu, che sei arrivato fin qui con sacrifi ed una lunghissima gavetta, cosa ne pensi di questo mondo?
Pier Cortese avrebbe mai preso parte ad un qualsiasi talent-show?

Non so se avrei mai fatto parte di un talent show, di certo sono contento che il mio percorso mi abbia dato la possibilità di gioire di piccoli traguardi e di  costruire giorno dopo giorno quello che serve per star bene con la propria musica e con il proprio mestiere.

Nella prima fase della tua carriera eri parte di un gruppo molto particolare, composto da Marco Fabi, Simone Cristicchi e Leo Pari e te.
Ora le vostre strade si sono momentaneamente divise. Pensi che prima o poi torneremo a sentire nuovi lavori di questo stravagante quartetto?

Ogni cosa credo abbia un luogo e un tempo, quello era il tempo perfetto per i nostri sinceri entusiasmi musicali.

Molte sono state le incursioni di diversi artisti  all'interno del tuo percorso musicale, come dimostra l'ultimo duetto con il rapper milanese Mondo Marcio, quale ricordi con maggiore piacere? Quale invece vorresti sperimentare?

Devo dire che ogni artista con il quale ho avuto la fortuna di collaborare, da Mondo Marcio ai Planet Funk, mi ha arricchito sia artisticamente che umanamente, la musica dopodutto è proprio questo credo.

Durante il tuo percorso è presente un'incursione nel mondo della tv, come coconduttore del programma prodotto dai tuoi amici Zero Assoluto "Stelle e Padelle", affiancato dalla speaker radiofonica Flavia Cercato.
Come ti sei trovato nei panni di intrattenitore televisivo? Se si presentasse di nuovo l'occasione torneresti a frequentare il mondo della televisione?

Quell esperienza di "cantautore portatile" che facevo nel programma "stelle e padelle" mi ha molto divertito e anche li ho dei bellissimi ricordi di jam session.La televisione,come ogni altra cosa,io la faccio con piacere se so che possiamo darci qualcosa di buono entrambi.

Quando hai cominciato a sentire l'influenza di artisti quale Sakamoto? E' ancora un tuo punto di riferimento?
Sakamoto è uno dei rappresentanti più vivi del talento vero e non può che continuare ad essermi da esempio.

La canzone "Cambio" è un po' il manifesto del tuo passaggio da atmosfere più intimistiche a dimensioni decisamente più rock e sicuramente catartiche.
Pensi che in futuro tornerai a canzoni melodiche (del resto Ercole lo è pur essendo nel secondo album) o sarai proiettato sempre più su frequenze ritmiche?

Il futuro non lo conosco ancora ma penso che farò come ho sempre fatto, continuare a ricercare.

Molti tuoi fans si domandano il perchè tu sia tornato ad indossare il cappello... Dunque non hai voluto cambiare tutto!
Sembrerebbe però, come si è letto anche nel sito del tuo fan club, che i tuoi estimatori ti preferiscono con i capelli al vento...

Non penso a quando mettere o togliere il cappello, semplicemente lo faccio senza curarmi di pensare cosa voglia dire o rappresentare.
Diciamo che è un ottimo modo per nun occuparsi dei capelli...

Pier Cortese

Progetti Futuri?
Mi occuperò di non perdere mai il vizio di guardarmi intorno e di raccontarlo.

Un'ultima domanda, cosa possiamo trovare di non convenzionale nella musica di Pier Cortese?
Non so questo penso lo debba stabilire il mio pubblico.

Maria Giovanna Tarullo