| Musica d'autore italiana: intervista ad Andrea Grossi |
| Scritto da Maria Giovanna | |
| Giovedì 22 Luglio 2010 21:59 |
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![]() Con il tuo primo album "Rossi Intimi Ascolti" stai muovendo i primi passi all'interno del mondo della musica d'autore italiana, come è avvenuto il tuo primo approccio con il mestiere di cantante? Hai sempre pensato che questa potesse divenire un giorno la tua strada? I miei primi passi li ho mossi su una chitarra e il primo gruppo di amici con cui fare tantissime prove e pochissimi concerti. Abbiamo cominciato suonando brani di altri per poi iniziare a scrivere materiale originale. Scrivere una canzone e cantarla è iniziato così, direi per gioco, in assoluta spensieratezza. Mi è sempre piaciuto scrivere e mettere in musica le parole. La strada era già lì, l'ho semplicemente percorsa e credo e spero di averne ancora molta davanti a me. Leggendo tra le tue note biografiche scopriamo che ti sei avvicinato in maniera lenta al genere cantautorale. Cosa o meglio chi ti ha fatto scattare questa scintilla? Prendere una penna e un foglio. Scrivere dei versi, musicarli e cantarli è già un “essere cantautori”. Il genere cantautorale viene idealizzato in un certo tipo di artisti (De Andrè, Guccini, Fossati ecc..) e in un modo sicuramente più diretto di esprimere i propri pensieri o raccontare le proprie vicende. Mi è sempre piaciuto raccontare le mie esperienze, raccogliere le emozioni, esprimere un punto di vista. Credo che sia stato il tempo, l'esperienza e certamente l'ascolto di quel filone cantautorale a cui mi riferivo prima a spingermi su questo genere di scrittura. Se dovessi presentare il tuo album d'esordio "Rossi Intimi Ascolti" ad un tuo possibile pubblico, come lo definiresti? Da dove viene la scelta di questo titolo? “Rossi intimi ascolti” rappresenta un punto di arrivo e di partenza allo stesso tempo all'interno del mio percorso artistico. Il titolo vuole richiamare quel messaggio di eleganza e sensualità che il disco porta con se. “Rossi” oltre ad indicare il mio colore preferito porta con se un chiaro riferimento alla passione. Inoltre gioca su quella rima “consecutiva” con il mio cognome, rima che uso spesso come elemento distintivo anche all'interno dei testi del disco. “Intimi” è un richiamo non solo alla sensualità ma evoca anche un tratto privato, una sfera personale che ogni brano mostra in maniera più o meno evidente. Sono “ascolti” che rappresentano il mio essere cantautore, dagli inizi all'oggi. Ho voluto fermare questi 7 anni con una selezione accurata di 13 canzoni. Avrebbero potuto essere molti di più ma alla fine la scelta è stata incerta solo su pochi brani. Ero assolutamente certo di che cosa avrei voluto fissare all'interno di “rossi intimi ascolti”. Le parole nelle tue canzoni svolgono una funzione molto importante. Come prendono vita i tuoi testi? Durante i primi anni della mia scrittura poteva capitare di restare folgorato da frasi estemporanee, vere e proprie ispirazioni arrivate da chissà dove e di scriverle dove capitava, anche al volante dell'auto sulla copertina di qualche disco e poi far seguire la musica. Altre volte una melodia improvvisata su un giro di chitarra prima delle parole. Negli ultimi tempi invece mi sono trovato sempre più a mio agio nel liberare la scrittura sul foglio, senza restrizioni musicali e lasciare la ricerca della melodia ad un secondo momento. Mi sono ritenuto sempre più uno scrittore di testi piuttosto che un musicista e lo considero un punto forte riconoscere questo mio limite. I brani che compongono “rossi intimi ascolti” vengono da momenti diversi e diverse sono le ispirazioni. Ci sono storie interamente immaginate come “il pianista ucciso”, storie che prendono tutto alla realtà e alle sensazioni come “Corinna” e altre suggerite dalla fantasia come la caricatura di “Ciro l'abusivo”. Soprattutto nell'ultimo periodo ho lavorato sulla scrittura cercando di trovare un modo più personale che mi caratterizzasse. “Incontro” e “Ritorno” che aprono e chiudono il disco sono l'esempio perfetto di un gioco di incastri tra le rime, di immagini evocative che vogliono accendere l'immaginazione di chi ascolta, qualcosa che ho sempre ricercato con piacere. Come punti di riferimento “alti” circa la sfera musicale sicuramente i maestri Fabrizio De Andrè e Paolo Conte mentre per la scrittura i poeti Charles Baudelaire e Pablo Neruda. "Rossi Intimi Ascolti" si presenta come un'opera d'arte a 360°, vista la tua scelta di rendere omaggio alla fotografia associando ad ogni testo una particolare immagine che lo rappresenti, come nasce la decisione di associare musica ed immagini? Sono da sempre appassionato a tutto quello che è Espressione, nelle sue varie forme. L'idea di collaborare con vari fotografi è nata così, un'ispirazione del momento quando ho dovuto pensare all'aspetto grafico del disco. Mi sono servito di Flickr, una comunità degli amanti della fotografia che si trova su internet e lì ho scelto insieme a Federica Magliacane quelle immagini che più rappresentavano i brani e rimandavano a quelle storie raccontate. Ho incontrato dei bravissimi artisti che hanno accettato di collaborare e sarò eternamente riconoscente a tutti loro per l'onore che mi hanno fatto. Tra le tredici foto presenti all'interno del booklet c'è ne una che preferisci in maniera particolare? Sì, ovviamente, però non mi va di rivelare di quale si tratta. Progetti futuri? Trovare un editore, un manager, un produttore, un'etichetta, una distribuzione, un ufficio stampa.. sono l'unico al momento ad investire nella mia musica e mi sta bene ma per continuare credo che avere altre persone che vogliano seriamente investire nel mio progetto artistico siano necessarie. E' probabile che non accada niente ma io continuerò a scrivere canzoni e cantarle per tutti quelli che le vorranno stare a sentire. Un' ultima domanda, cosa possiamo trovare di non convenzionale nella tua musica? Il mio modo di farla. Maria Giovanna Tarullo |
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