| Mosca 2004 - Pushkin |
| Scritto da Marco | ||||||
| Domenica 30 Maggio 2010 11:19 |
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Voce illustre del romanticisimo russo e contributo fondamentale alla nascita della nuova lingua letteraria russa.Puskin ammalia, cattura e ipnotizza il lettore con la dolcezza delle sue parole dense di sentimento, di musicale armonia. Non è questo il momento di approfondire un'analisi del testo della poesia appena presentata, piuttosto vorrei intrattenervi raccontando quello che questa poesia per me ha rappresentato. Era il 2004, atterravo a Mosca per la prima volta. Avevo 20 anni, tanta voglia di approfondire gli studi di slavistica e allora poca conoscenza della lingua russa. Studiavo all'Università Statale degli Studi Umanitari, RGGU, e nel tempo libero frequentavo librerie e caffè letterari moscoviti, alternando insipidi caffè a libri per bambini a basso costo. Volevo a tutti i costi imparare la lingua russa, accedere a un panorama culturale cosi vasto e ricco per assaporarne i sapori storici, culturali e filosofici. Puškin, e in seguito Gogol', ha rappresentato per me l'accesso ufficiale a tale bagaglio letterario, e questa poesia in particolare segna l'inizio di un amore condiviso da milioni di slavisti nel mondo. Con questo testo e con le foto di Emiliano Serra che accompagnano il testo intendo trasmettere, minimamente, istanti di vita vera trascorsi su suolo Moscovita. La tecnica di Emiliano, commentata già nell'articolo Punti di fuga, esalta e descrive quella sensazione di libertà ma al contempo spaesamento, desolazione, che è tipica del "prastor russo" che ha ammaliato ed inspirato decine di poeti e scrittori nel tempo. Ammirare e trovarsi immersi dall'immensità degli spazi privi di punti di riferimento, sotto un cielo che sembra soffocarti ma nel contempo avvicinarti all'infinito è una sensazione che ha stupito anche me durante la mia permanenza in Russia, e queste parole accompagnate da scatti così particolari intendono trasmettere ciò che solo vivendo si può veramente capire.
Dedico questo articolo a Mario Caramitti, Nicoletta Marcialis, Daniela Di Sora. |
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Voce illustre del romanticisimo russo e contributo fondamentale alla nascita della nuova lingua letteraria russa.
Commenti
Ma basta un attimo per rimanerne affascinati.
Vi consiglio di visitare www.amoit.ru un sito in italiano sulla grande patria russa scritto da una ragazza moscovita che ama l'Italia.
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