Mosca 2004 - Pushkin
Scritto da Marco   
Domenica 30 Maggio 2010 11:19
 
Я вас любил: любовь ещё, быть может,
В душе моей угасла не совсем;
Но пусть она вас больше не тревожит:
Я не хочу печалить вас ничем.

Я вас любил безмолвно, безнадежно,
То робостью, то ревностью томим:
Я вас любил так искренно, так нежно,
Как дай вам Бог любимой быть другим.

Александр Сергеевич Пушкин
Io vi ho amata: forse, ancora questo amore
Nella mia anima non s'è spento del tutto.
Ma non voglio più turbarvi ancora,
non voglio più che sia per voi tormento alcuno.

Io vi ho amata in silenzio, senza speranza,
soffrendo di gelosia e timidezza,
Io vi ho amata cosi sinceramente, cosi teneramente,
che, Dio lo voglia, possiate cosi essere amata da qualcun'altro.

Aleksandr Sergeevič Puškin
Mosca, 6 giugno 1799 – San Pietroburgo, 10 febbraio 1837


MoskvaVoce illustre del romanticisimo russo e contributo fondamentale alla nascita della nuova lingua letteraria russa.
Puskin ammalia, cattura e ipnotizza il lettore con la dolcezza delle sue parole dense di sentimento, di musicale armonia.

Non è questo il momento di approfondire un'analisi del testo della poesia appena presentata, piuttosto vorrei intrattenervi raccontando quello che questa poesia per me ha rappresentato.

Era il 2004, atterravo a Mosca per la prima volta.
Avevo 20 anni, tanta voglia di approfondire gli studi di slavistica e allora poca conoscenza della lingua russa.
Studiavo all'Università Statale degli Studi Umanitari, RGGU, e nel tempo libero frequentavo librerie e caffè letterari moscoviti, alternando insipidi caffè a libri per bambini a basso costo.
Volevo a tutti i costi imparare la lingua russa, accedere a un panorama culturale cosi vasto e ricco per assaporarne i sapori storici, culturali e filosofici.

Puškin, e in seguito Gogol', ha rappresentato per me l'accesso ufficiale a tale bagaglio letterario, e questa poesia in particolare segna l'inizio di un amore condiviso da milioni di slavisti nel mondo.
Con questo testo e con le foto di Emiliano Serra che accompagnano il testo intendo trasmettere, minimamente, istanti di vita vera trascorsi su suolo Moscovita.

La tecnica di Emiliano, commentata già nell'articolo Punti di fuga, esalta e descrive quella sensazione di libertà ma al contempo spaesamento, desolazione, che è tipica del "prastor russo" che ha ammaliato ed inspirato decine di poeti e scrittori nel tempo.

Ammirare e trovarsi immersi dall'immensità degli spazi privi di punti di riferimento, sotto un cielo che sembra soffocarti ma nel contempo avvicinarti all'infinito è una sensazione che ha stupito anche me durante la mia permanenza in Russia, e queste parole accompagnate da scatti così particolari intendono trasmettere ciò che solo vivendo si può veramente capire.

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Dedico questo articolo a Mario Caramitti, Nicoletta Marcialis, Daniela Di Sora.
 

Commenti  

 
#2 Emiliano 2010-06-07 14:41
Sarà sempre poco il tempo per visitare e vivere questo grande paese per certi versi così lontano da noi e dalla nostra cultura.
Ma basta un attimo per rimanerne affascinati.
Vi consiglio di visitare www.amoit.ru un sito in italiano sulla grande patria russa scritto da una ragazza moscovita che ama l'Italia.
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#1 Silvia 2010-05-31 11:43
quanto ci vorrei andare..
Citazione
 

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